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Domenica ore 9:30 - 11:00
Dal Lunedi al Sabato ore 19:00
Natale 2018 - Dio rimane il nostro sì per l'eternità

Carissimi La nascita di Gesù che ogni anno festeggiamo con cene e pranzi in famiglia e scambiandoci regali ci racconta con gioia e tenerezza il desiderio di Dio di fare famiglia con noi, di farci fare comunione con Lui al suo banchetto di nozze, chiamandoci figli: e lo siamo realmente. Nel racconto di Natale che ascoltiamo alla messa di mezzanotte e di ogni anno, l’evangelista Luca narra che Maria con Giuseppe sono in trasferta a Betlemme per via del censimento dell’imperatore e, giunti a Betlemme, si compiono i giorni del parto; Maria partorisce il suo primogenito Gesù e lo avvolge in fasce. Fino a questo momento la narrazione scorre con semplicità e naturalezza: tutto ci sembra idilliaco e perfetto. Ma dopo il gesto dell’avvolgere il bimbo in fasce come segno di cura e tenerezza, il Vangelo ci spiazza e ci sorprende, perché ci fa vedere Maria che depone il bimbo in una mangiatoia, in un trogolo per animali: “e lo depose in una mangiatoia perché non c’era posto per loro nel luogo degli uomini”. Il nostro Dio si fa piccolo e umile e, chiedendo permesso per entrare - non essendoci posto per loro -, si accontenta di una mangiatoia. La fatica di accogliere Dio e, con lui, Maria e Giuseppe, segna il dramma del Natale cristiano. Il nostro cuore ha bisogno di essere radicalmente ricreato, e questo avverrà attraverso la morte in croce del Figlio, dove ci verrà donato il suo Spirito d’amore capace di farci rinascere a nuova vita. La speranza del Natale ci racconta che Dio non gioca a scacchi con noi, non risponde mai al male col male, mai cambia la decisione presa una volta per tutte di salvarci, qualunque risposta sia capace di dare l’umanità e le singole persone. Dio rimane il nostro sì per l’eternità. È venuto per amore libero e gratuito, è l’amore non reagisce con rabbia e violenza, non si indispettisce, non si vendica, va dritto nel suo desiderio di conquistarci tutti con la carità misericordiosa che tutto dona, tutto copre, tutto sana. Questo perché Dio spera sempre - anche contro ogni speranza! - che anche il nostro cuore si intenerisca e si converta, che si metta a in cammino per diventare da mediocre a magnanimo, da pusillanime a capace di amare con gratitudine e riconoscenza. Il Signore conosce le nostre miserie ed è fermamente convinto che solo con la sua presenza gioiosa e costante nella nostra vita possiamo diventare veri uomini e donne, imparando da lui che è mite e umile di cuore. L’annuncio dell’angelo ai pastori è un annuncio di gioia grande: la gioia dell’amore che viene celebrata la notte di Natale. Il segno di questa presenza gioiosa e piena di salvezza è un bambino inerme in una mangiatoia, pronto a darsi totalmente per noi fino alla fine, fino in fondo. Carissimi, lasciamoci vincere dai vincoli di questo amore che ha origine in Dio stesso e mentre abbracciamo le persone che più amiamo, e facciamo festa con tutti, il Signore ci riempia il cuore di pace, di serenità e di comunione per riconoscerci, almeno in questa tregua dell’anno, fratelli e sorelle e insieme figli dell’unico Padre.

Con affetto buon Natale.

Don Roberto

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