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Domenica ore 9:30 - 11:00
Dal Lunedi al Sabato ore 19:00
"Un cuor solo e un anima sola" - Pasqua 2019
Scarica l'ultima edizione di "DUC IN ALTUM!" con notizie e calendario attività in parrocchia nel tempo di Pasqua

Carissimi siamo nei quaranta giorni di preparazione, nello Spirito Santo. Un cammino intenso annuale che ci permetterà di aprire il cuore e la vita per accogliere con gioia e pienamente la salvezza donataci dal Padre per mezzo del suo Figlio Gesù morto e risorto per noi. Per aiutarci ogni anno il Papa scrive un messaggio per i cristiani e le cristiane di tutto il mondo (https://www.avvenire.it/papa/pagine/messaggio-per-la-quaresima). Non riusciamo a stamparlo tutto ma vogliamo darvi alcuni brani che ci aiutino ad avere un cuore solo e un’anima sola in questo cammino, una sola fede, un solo Spirito e una sola chiesa. “[…] La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e lʼelemosina. Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare allʼidolatria e allʼautosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nellʼillusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità .” “[…] Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. Lʼintemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso lʼorizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dellʼavere sempre di più finisce per imporsi. La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche lʼarmonioso rapporto degli esseri umani con lʼambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta lʼuomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri. Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dellʼamore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dellʼuomo (cfr Mc 7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.” “[…]Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo lʼegoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.” (Papa Francesco). Con tutto il cuore vi auguriamo e ci auguriamo un cammino di conversione e una santa Pasqua da vivere nella gioia e nella fraternità. Un abbraccio nel Signore

Don Roberto, le suore e la comunità parrocchiale

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